KYRGYZSTAN - Bishkek

Popoli del Karakorum

da руб668045.7
  • Molto Impegnativo
  • Volo + Tour di gruppo
  • 20 giorni / 18 notti
  • Categoria Turistica
  • Pensione completa

Viaggio dalle caratteristiche uniche, un intenso percorso in un remoto angolo di mondo, dal Kyrghizstan al Pakistan passando per la Cina attraverso la superba catena montuosa del Karakorum, dove si trovano alcune delle vette più alte del mondo, con picchi fino a 7000 metri. Un viaggio che offre la possibilità di incontrare le etnie dell’Asia centrale come gli Hunza, gli Uiguri e i Kyrghizi che, grazie dell’isolamento geografico, hanno mantenuto inalterate le loro tradizioni.
Una meta all’insegna della natura, ma anche di spiccato interesse etnografico grazie alla possibilità di avvicinarsi all'originale cultura nomade di questi popoli e percorrere i luoghi dell'antica Via della Seta.
Durante il viaggio potrete ammirare il caravanserraglio di Tash Rabat, la valle degli Hunza, l'indimenticabile ghiacciaio della valle di Nagar, la valle di Astor, ai piedi del Nanga Parbat, fino a raggiungere il Kasmir pakistano e le rovine dell’antica Taxila, oggi Patrimonio dell'UNESCO.

Tour di gruppo con accompagnatore dall'Italia minimo 10 massimo 12 partecipanti.
Voli da Milano o Roma inclusi.
Possibilità di tour su base privata in altre date.

Dettagli

Itinerario di viaggio

1° giorno: Italia – Kyrghizstan
Partenza al mattino da Milano Malpensa con volo di linea Turkish Airlines via Istanbul per Biskek.
Pasti e pernottamento a bordo.

2° giorno: Biskek 
Arrivo a Bihkek al mattino presto, espletamento delle formalità d’ingresso, accoglienza e trasferimento in hotel (early check-in con camere disponibili all’arrivo).
In tarda mattinata, dopo la prima colazione, visita della capitale kirghiza, con i suoi punti nevralgici: il Monumento all’Eroe Nazionale Manas; il Museo Storico di Stato, che offre una panoramica completa della storia del Kirghizistan, dalle antiche civiltà alla dominazione sovietica fino all'indipendenza; la Piazza Ala-Too ex Piazza Lenin, dove si affacciano i principali edifici governativi, per assistere al cambio della Guardia d’Onore; la Piazza della Vittoria, in cui campeggia un imponente monumento commemorativo in forma di yurta eretto in occasione del 40° anniversario della fine della seconda guerra mondiale.
Biškek (800 m) è caratterizzata da grandi boulevard ed edifici di epoca sovietica e, oltre a essere la capitale del Paese, ne è il principale centro industriale.
Sebbene non sia una città particolarmente interessante, come sempre uno sguardo alla capitale consente di introdurci a molteplici aspetti del Paese che ci accingiamo a visitare.
Trattamento di Pensione completa.
Pernottamento in hotel.  

3° giorno: Biskek - Lago Son Kul
Dopo la prima colazione lasciamo Biškek per dirigerci verso il Lago Son Kul (gli ultimi 90 Km del percorso sono su sterrato).
Lungo il percorso sosta alla Torre di Burana, un minareto che fu costruito nella città di Balasagun, una delle capitali dello stato di cultura turca karakanide, tra l’XI-XII secolo, restaurato durante il periodo sovietico.
Se possibile visitiamo il piccolo museo locale (non sempre aperto); si potranno osservare le “balbas”, le stele funerarie dei Turkic, antico quanto esteso gruppo etnico i cui discendenti popolano ancora numerose aree asiatiche, dalla Mongolia al cuore dell’Asia Centrale.
Proseguiamo quindi per il villaggio di Kochkor dove potremo pranzare e condividere qualche ora con la famiglia kirghiza del luogo.
In questa zona gli abitanti vivono ancora secondo gli usi semplici della tradizione e questa è un’opportunità di conoscere la loro vita quotidiana, il loro lavoro.
I villaggi della vallata sono noti per la produzione di “airan”, lo yogurt, e “kumis”, bevanda nazionale a base di latte di cavalla fermentato, mentre le donne sono abili tessitrici e lavorano abilmente la lana di pecora per ottenere variopinti tappeti.
Pranzo in famiglia.
Dopo pranzo si continua per il lago alpino Son Kul (3.000 m), uno degli angoli più incantevoli del Kirghizistan centrale.
Il lago è circondato dai rigogliosi pascoli jailoo, molto apprezzati dai pastori nomadi della Valle di Kochkor che vi trascorrono i mesi estivi con il loro bestiame: yak, pecore e cavalli.
Sistemazione in campo di yurte, le tipiche tende dell’Asia Centrale, rifugio delle genti del Tian Shan, fatte di legno, feltro, lana di pecora e tappeti (i servizi sono in comune).
Cena e pernottamento al campo. 
Le yurte sono le tipiche tende dei nomadi della steppa dell’Asia centrale.
Hanno la struttura in legno rivestita di feltro e il pavimento ricoperto di tappeti; alte e spaziose assomigliano a vere e proprie abitazioni, vi si sta comodamente in piedi e sono dotate di materassi, lenzuola,cuscini e coperte.
Permettono di assaporare fino in fondo l’atmosfera e la cultura dei nomadi.  

4° giorno: Lago Son Kul - Naryn
Colazione e mattinata dedicata a esplorare i dintorni del lago Son Kul e a conoscere le famiglie nomadi kirghize che vi abitano.
Qui è facile incontrare famiglie di allevatori nomadi con le loro tende di feltro da cui fuma quasi sempre un focolare, i loro recinti, i loro cavalli.
Visiteremo una famiglia, ne saluteremo decine.
Dopo il pranzo viaggeremo tra i monti della catena Tian Shan, le “Montagne Celesti”, fino a Naryn. 
Il cuore montagnoso del Kirghizistan offre splendide vallate, cascate, canyon, formazioni rocciose d’ogni tipo, con panorami da riempire gli occhi e il cuore.
Non è raro incontrare anche luoghi di sepoltura.
Preferiscono riposare accanto una strada o un fiume, i kirghizi, per non smentire il loro animo nomade.
In tombe in muratura, stabili, creano uno strano contrasto con la loro vita da viandanti.
L’arrivo è previsto in serata nella cittadina di Naryn (2.000 m). Pensione completa. Pernottamento in hotel. 

5° giorno: Naryn - Tash Rabat - (Cina) Kashgar
Oggi siamo pronti per il grande balzo verso la Cina.
Prima faremo una sosta a Tash Rabat, caravanserraglio del XIV secolo.
Edificio in pietra restaurato con cura, questo caravanserraglio ospitava i mercanti che, con i loro animali, si muovevano lungo la Via della Seta. Le sue origini si perdono nel tempo, sebbene l’evidenza dei reperti archeologici suggerisca che il sito fosse occupato già a partire dal X secolo.
Proseguimento verso sud per il Passo Torugart, punto di frontiera tra Kirghizistan e Cina.
Arrivo al Passo Torugart (3.750 m), espletamento delle formalità d’uscita dal Kirghizistan e d’ingresso in Cina e cambio degli automezzi (N.B. Per l’ingresso in Cina sono previsti numerosi controlli durante i quali le guardie frontaliere cinesi potrebbero sequestrare: coltellini, forbicine, cartine geografiche con Taiwan, libri / guide cartacee con foto del Dalai Lama, frutta e salumi).
Proseguimento verso sud per Kashgar, crocevia dell’Asia centrale che nel passato ha visto il passaggio dei più importanti eserciti del mondo, da quelli persiani a quelli di Ghengis Khan
N.B. E’ attualmente in corso la costruzione della nuova strada per Kashgar e quindi lungo il percorso si incontrano molti cantieri di lavoro che potrebbero allungare i tempi di percorrenza
Arrivo a Kashgar (1.270 m) in serata. Pensione complete. Pernottamento in hotel.  

6° giorno: Kashgar - Artush - Kashgar
La leggendaria città-oasi di Kashgar è la più occidentale di tutte le città cinesi posta ai margini del bacino del Tarim prima che i contrafforti dei Tien Shan e del Pamir si uniscano creando una barriera formidabile ad ogni comunicazione.
Qui le due Vie della Seta, quella meridionale proveniente da Dunhuang e quella settentrionale proveniente da Turfan, si congiungevano e da qui la vecchia rotta carovaniera puntava verso gli alti passi dell'attuale Tagikistan e quindi scendeva nella valle di Fergana e poi verso Samarcanda.
Meno battuta, ma ugualmente importante, un'altra strada carovaniera attraversava il Pamir poco dopo l'attuale Tashkurgan e qui attraversando una regione culturalmente tibetana raggiungeva infine la valle dell'Indo e, di qui, le grandi città commerciali della Persia. L’antico splendore di Kashgar è ormai scomparso da lungo tempo, ma la città continua ugualmente a possedere un’insolita forza di attrazione, unico avamposto della civiltà a separare i deserti dello Xinjiang dai picchi ghiacciati del Karakorum.
Il continuo flusso di popolazione cinese con le scuse più diverse sta ormai trasformando anche Kashgar in una città a popolazione mista, con l'elemento cinese ormai in procinto di diventare maggioranza su uiguri, tagiki, uzbeki e kirghizi. Kashgar negli ultimi anni è inevitabilmente cambiata, si è modernizzata ed è diventata un’importante meta turistica soprattutto per il mercato cinese. La città vecchia è stata completamente ricostruita dopo il terremoto rispettando lo stile architettonico tradizionale ma il centro storico ha perso la sua anima e in alcuni aspetti richiama una sorta di Disneyland.
Al mattino partenza per la vicina cittadina di Artush, centro politico, economico e culturale della Prefettura Autonoma Kirghisa di Kizilsu. Visita del nuovo e interessante Museo della Minoranza Etnica Kirghiza. Nel pomeriggio rientro a Kashgar. Visita del Museo di Kashgar che espone squisiti reperti rinvenuti in importanti siti lungo i tratti dell'antica Via della Seta che attraversavano l’attuale Xinjiang. Si prosegue per un tour a piedi della Città Vecchia con sosta in una tradizionale Casa del Tè dove gli ospiti possono sorseggiare un tè, ascoltare musica tradizionali e assistere a danze locali.Pensione completa. Pernottamento in hotel. 

7° giorno: Kashgar, il mercato della Domenica
La domenica è il giorno di ciò che rimane del mercato settimanale di Kashgar.
Se è vero che la Cina ha invaso di merci moderne il mercato tradizionale, è anche vero che tra le tante mercanzie alcune resistono all’omologazione, i cappelli, le pelli e alcuni tessuti locali, ma la parte del mercato rimasta più autentica è quella popolare e contadina, quella del mercato del bestiame dove pastori e mercanti si avvicendano intorno a una pecora in una danza antica di trattative fatte di gesti, di occhiate indifferenti, di strette di mano che si ripetono uguali da secoli.
Dopo la prima colazione visita del Mercato della Domenica.
Nel pomeriggio visita del Mausoleo di Abakh Hodja, uno strano edificio costruito nel XVII secolo in onore della famiglia Hodja proveniente da Samarcanda, che assomiglia vagamente al Taj Mahal, con piastrelle verdi che ne ricoprono i muri e la cupola.
Si continua con la visita della Moschea Id Khan, antica di 400 anni e in stile persiano e con una passeggiata nello straordinario bazar notturno. Pensione completa. Pernottamento in hotel.  

8° giorno: Kashgar - Karakorum Highway - Pamir - Tashkurgan
Dopo la prima colazione partenza verso sud. Si lasciano le pianure dello Xinjiang e ci si dirige verso l’Altopiano del Pamir attraverso aride e inospitali valli desertiche caratterizzate da montagne striate di colori. Si percorre il tratto iniziale della Karakorum Highway, un’incredibile opera d’ingegneria, che si snoda per oltre 750 km, da Kashgar a Islamabad in Pakistan, portata a termine nel 1979 dopo 20 anni di duro lavoro di 15.000 lavoratori pakistani e 10.000 cinesi.
Si raggiunge il surreale White Sand Lake o Lago Baisha, che prende il nome dalle dune di sabbia bianca che si estendono lungo le sue rive. Poco più avanti si trova il Lago Karakul (a circa 3.600 m.), uno specchio d’acqua turchese dominato dalla maestosa piramide di ghiaccio del Muztagh-Ata (7.546 m). Si prosegue per il Muztagh Glacier Park, un parco con un raggio di 20 chilometri e un’altitudine media di 5.000 metri.
Con una bus-navetta si raggiunge il punto in cui inizia un sentiero in salita che in circa 30 minuti di cammino (circa 150 metri di dislivello) conduce alla bocca del ghiacciaio posta a 4.688 m. Da qui si può comprendere la maestosità del ghiacciaio e ammirare la torre di ghiaccio, la grotta di ghiaccio e il "Green Bow Lake"

N.B. Data l’elevata altitudine, le autorità locali potrebbero richiedere agli ultra-cinquantenni di firmare uno scarico di responsabilità per effettuare l’escursione al ghiacciaio e addirittura potrebbero impedire l’attività agli ultra-settantenni).

Si continua per la cittadina di Tashkurgan (3.094 m), dove pare sia passato anche Marco Polo, venendo però dall’Afghanistan.
Ora è la capitale del territorio autonomo concesso ai tagiki cinesi l’ultimo avamposto della Cina prima del confine con il Pakistan. Arrivo è previsto in serata. Pensione completa. Pernottamento in hotel.  

9° giorno: Tashkurgan - (Pakistan) Passu
Dopo la prima colazione visita della suggestiva vecchia fortezza di Tashkurgan dove sono state girate alcune scene del film “Il cacciatore di Aquiloni”.
Partenza verso sud. All’uscita da Tashkurgan bisogna superare i controlli doganali e di polizia per essere autorizzati a valicare il confine con il Pakistan posto a monte di una cinquantina di chilometri. Si attraversa l’esteso altopiano del Pamir cinese, dominato da sterminate praterie verdi dove pascolano cammelli e yak allevati da nomadi kirghisi e tagiki.
Si raggiunge quindi il passo Kunjerab (4.693 mt.) che è stato aperto agli stranieri solo nel 1986, ma per centinaia di anni questa rotta fu utilizzata dalle carovane che lentamente percorrevano l’antica Via della Seta.
Improvvisamente il paesaggio cambia e si aprono strette e aspre vallate dominate da alte montagne coperte da ghiacciai.
Si è nel mezzo della catena del Karakorum che comprende 12 delle 30 montagne più alte del mondo.
Si fa ingresso obbligato nel Khunjerab National Park e gradualmente si scende fino a Sust (2.975 m.), punto di confine Cina-Pakistano. Si espletano le formalità di immigrazione e dogana, si incontra la guida pakistana, si cambiano i mezzi di trasporto e si prosegue verso sud-ovest per il villaggio di Passu (2.500 m), situato in splendida posizione alla base della catena del Karakorum con vedute straordinarie dei Passu Cones (Tupopdan) e del Ghiacciaio di Passu. Pensione completa. Pernottamento in semplice hotel.  

10° giorno: Passu - Karimabad 
Partenza verso sud-ovest sempre lungo la KKH (Karakorum Higway).
Sosta lungo la sponda del lago Attabad, formatosi nel 2010 in seguito a una colossale frana che sbarrò il corso del fiume Hunza. Breve escursione in barca.
Arrivo a Karimabad, principale cittadina della valle dell’Hunza, situata a 2.500 m.
Visita del forte di Baltit sapientemente restaurato tra il 1990 e il 1996 da un’equipe anglo-pakistana e passeggiata per il bazar ai piedi del forte.
Nel pomeriggio salita al villaggio di Duiker che si trova sopra Karimabad a 2.800 metri di altitudine. Le magnifiche vedute sulla valle e sulla corona di montagne circostanti (Rakaposhi, Diran, Golden Peak, Ultar) rendono questo luogo davvero straordinario. Pensione completa. Pernottamento in semplice resort. 
Famosa per la sua bellezza, la Valle dell’Hunza è nota anche per la particolare immagine che la vuole pura e isolata; questo mito è stato rafforzato dal romanzo “Lost Horizon” di James Hilton (1933) e da una serie di leggende e film sul regno perduto di Shangri-La diffusi dai media negli anni ’70. Al centro dei racconti vi erano sempre la straordinaria salute e la longevità degli abitanti di questa zona. Karimabad è il nome usato per Baltit e per il complesso di piccoli villaggi circostanti. Baltit è l’antica capitale dell’Hunza; il suo magnifico forte che sorge su una sporgenza di roccia simile a un trono, è sempre stato il cuore del regno. Il panorama della valle e delle montagne coperte di ghiacciai è veramente maestoso. Le ripide pareti delle montagne sono coltivate con arditi terrazzamenti sui quali prevale la coltura dell’albicocco, il cui frutto essiccato al sole è fra gli alimenti principali della dieta del popolo hunza. Alcuni affermano che la longevità di questa popolazione (non sono infrequenti le persone che superano i cento anni di vita), sia il risultato di questa dieta specifica. Il Regno di Hunza mantenne l’indipendenza e l’isolamento fino all’arrivo delle truppe britanniche, vivendo di scambi e baratti con le carovane che passavano per la Via della Seta. 

11° giorno: Karimabad  - Nagar - Hopar - Altit
Dopo la prima colazione escursione con veicoli 4x4 alla magnifica vallata di Nagar, dominata dai monti Rakaposhi (7.788 m), Diram (7.266 m) e un’altra manciata di ‘Settemila’. Anch’essa formava un principato autonomo, che seguì le stesse sorti di quello dell’Hunza.
Si procede fino ai villaggi di Hopar che sorgono intorno a una conca naturale presso l’incontro degli splendidi ghiacciai Bualtar e Barpu.
Nel pomeriggio rientro a Karimabad.
Lungo il percorso visita del villaggio di Ganesh che nel 2002 è stato insignito dell’Asia Pacific Heritage Haward dall’UNESCO per il restauro delle numerose piccole moschee di legno, riccamente intagliate, risalenti a 100-200 anni fa.
Proseguimento per il nostro resort che si trova nel villaggio di Altit.
Pensione completa e pernottamento in resort.  

12° giorno: Altit - Karakorum Highway - Gilgit
Dopo la prima colazione visita del forte di Altit, antica residenza dei mir, i sovrani della valle dell’Hunza, prima che traslocassero nella più recente fortezza di Baltit.
Partenza verso sud lungo la Karakorum Highway serpeggiando attraverso le maestose alture grigio-marroni e le vette innevate.
All’estremità orientale di Ghulmet si trova la Ghulmet Nala, dalla quale si gode un’ampia veduta del Rakaposhi (7.790 m.).
Nei pressi di Chalt la KH si snoda lungo il confine della “falda asiatica”, nella quale il subcontinente indiano si inserì 50 milioni di anni fa dando origine alla catena dell’Himalaya.
Non c’è una linea di demarcazione, ma a nord si trova l’Asia, mentre a sud ci sono i resti di una catena di isole vulcaniche intrappolate dalla deriva geologica di Asia e India.
Nel pomeriggio arrivo a Gilgit (1.500 m) dove forse sarà possibile assistere a una partita di polo, uno degli sport più importanti della regione (ne verificheremo la fattibilità in loco). Pensione completa. Pernottamento in hotel. 

13° giorno: Gilgit - Skardu - Shigar 
Dopo la prima colazione partenza verso sud-est per una deviazione lungo il corso superiore dell’Indo (denominato localmente Sind), dapprima lungo un’ampia valle e poi attraverso strette gole che offrono scenari spaventosi per le dimensioni, la desolazione e la furia spumeggiante del fiume.
Numerosi gli incontri con i tradizionali camion pakistani, dipinti di vivaci colori e decorati con sonanti campanelli metallici.
In prossimità della Skardu Valley, punteggiata di dune di sabbia, il fiume sembra muoversi appena attraverso la piatta vastità.
Skardu, la capitale del Baltistan, sorge su una sporgenza ai piedi del Karpochu, una roccia che spunta di 300 m dalla pianura.
La città è un punto di ritrovo per alpinisti da più di 150 anni. Si prosegue verso nord nella valle del fiume Shigar, una delle due vie che da Skardu conducono all’High Karakorum. La sonnolenta e lussureggiante valle un tempo era un regno a sé. I primi abitanti vi giunsero probabilmente dal Xinjiang attraverso il Karakorum.
Si raggiunge l’ombreggiato villaggio di Shigar (2.230 m) dove il principale punto di riferimento è costituito dal palazzo del raja locale recentemente trasformato in hotel. Pensione complete. Pernottamento in residenza storica. 
Il Baltistan, letteralmente “terra dei balti”, è l’estrema regione settentrionale del Pakistan, formata dalla valle del fiume Indo e dei suoi affluenti. Il fiume entra impetuoso dal Ladakh e scorre tra la catena dell’Himalaya a sud e quella del Karakorum a nord. La quasi totalità del suo territorio è occupata dalle montagne del Karakorum.
La gente del Baltistan è il risultato di una fusione razziale frutto delle invasioni-migrazioni che da sempre hanno interessato queste aree apparentemente inaccessibili. La lingua baltì, di origine tibetana, è un dialetto simile a quello di Leh. L’islam arrivò nel XV secolo, probabilmente attraverso il Kashmir. 

14° giorno: Shigar - Khaplu
Partenza verso est, si lascia la valle dell’Indo per risalire, in uno scenario grandioso, quella del fiume Shyok, l’asse centrale di Khaplu, il più grande e ricco degli antichi regni del Baltistan.
Lungo il percorso si incontrano una serie di villaggi allineati come bandiere segnaletiche in un paesaggio duro e opprimente.
Si giunge nell’antico villaggio di Khaplu (2.600 m) abbarbicato su un ampio cono alluvionale sotto un arco di pareti di granito.
Il villaggio è situato in un punto molto aperto, affacciato alla confluenza della valle di ben tre fiumi, Shyok, Hushe e Saltoro, il che lo rende particolarmente interessante.
Gli ingegnosi sistemi di irrigazione ne hanno fatto un’oasi ombreggiata e fertile.
I picchi innevati della catena del Masherbrum si innalzano sull’altro lato della valle.
Il villaggio, costituito di case in legno e pietra, è sovrastato da un altro villaggio (Chakhchun) con una moschea risalente al XVI secolo, il periodo in cui la popolazione locale iniziò a convertirsi all’islamismo.
Pernottamento nell’hotel ricavato nell’antico palazzo del raja locale.Pensione complete. Pernottamento in residenza storica. 

15° giorno: Khaplu - Machlu - Hushe - Khaplu
Partenza per Machlu, dove oggi ci attendono magnifiche visioni (sperando in una bella giornata e nel cielo terso).
Machlu è una delle tante zone da cui partono lunghi trekking sulle montagne. Continueremo quindi in 4x4 verso Hushe, seguendo dapprima il fiume Shyok e puntando poi verso nord.
Il luogo è davvero panoramico, il villaggio si trova infatti a più di 3000 metri su un terrazzo pianeggiante, ed è l’ultimo della valle, il più remoto, con una vista spettacolare sulla piramide del Masherbrum (7821 m) e sui ghiacciai circostanti.
Il villaggio è molto semplice e composto da una cinquantina di case, ma la gente è cordiale e ospitale, avvezza ad accogliere i trekkers e gli alpinisti che tentano la scalata alle grandi cime dei dintorni.
Visita alla piccola scuola e pranzo in semplice guest-house.
Nel tardo pomeriggio rientro a Khaplu. Cena e pernottamento in residenza storica. 

16° giorno: Khaplu - Skardu
Dopo la prima colazione lasciamo Khaplu per rientrare a Skardu (2.230), lungo l’unica strada di collegamento, già percorsa all’andata. Potremo utilizzare il pomeriggio per bighellonare nel bazar, visitare il Manthal Buddha e salire a piedi alle rovine del Forte di Kahpochu (salita a piedi di circa 30 minuti) per un ultimo sguardo ai bei panorami della valle. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 

17° giorno: Skardu - Astore
Partenza in direzione ovest, con veicoli 4x4, verso la valle di Astore.
Si attraversa l’isolato e disabitato Altopiano di Deosai ai confini con la parte del Kashmir amministrata dall’India.
Nel 1993 circa 3.500 km quadrati di pianure erbose che si estendono a oltre 4.000 m di altitudine sono stati dichiarati Parco Nazionale per preservarne principalmente la flora subalpina e l’orso bruno dell’Himalaya.
La regione protegge anche il leopardo delle nevi, il lupo, lo stambecco e la marmotta dalla coda lunga
(N.B. E’ quasi impossibile avvistare questi animali lungo il percorso).
Ovunque una fioritura di stelle alpine, genziane, orchidee, viole e artemisie lascia a bocca aperta.
Questa è la vera natura del Pakistan settentrionale: spazi aperti e solitari che dominano un esteso panorama di montagne.
Si prosegue verso il villaggio di Astore avvicinandosi sempre più al lato est del massiccio del Nanga Parbat (8.125 m) che costituisce l’estremità occidentale del Great Himalaya.
Nanga Parbat significa “Montagna Nuda” e prende il nome dalla parete a picco di 4.500 metri che si trova sul versante meridionale del Rupal, troppo ripida perché vi si posi la neve. Nel tardo pomeriggio arrivo nel villaggio di Astore (2.450 m), appollaiato come un nido d’aquila su entrambi i versanti della Gola di Rama. Pensione completa. Pernottamento in semplice hotel (il migliore disponibile in zona).  

18° giorno: Astore - Lago Rama - Chilas
Dopo la prima colazione escursione in in 4x4 al piccolo lago di Rama circondato da minuscoli villaggi abitati da pastori stagionali.
Da qui si possono ammirare la Rama Ridge, un versante minore del Nanga Parbat, e il Ghiacciaio Sachen.
Rientro in hotel e partenza in bus verso nord per Chilas, aggirando il lato nord-est del Nanga Parbat.
Una volta raggiunta la Karakorum Highway sosta al Nanga Parbat view point per ammirarne il versante nord (Raikot) che discende nell’Indo da un’altitudine di 7.000 metri.
Si prosegue per Chilas (1.260 m) una volta conosciuta come Sonamagar “Città della Luna”, tappa fondamentale della strada carovaniera che collegava la pianura a Gilgit.
Già nel II secolo a.C. un importante ramo della Via della Seta passava di qui collegando la Cina con il regno di Gandhara. Su questa strada passavano mercanti, missionari, studenti, pellegrini e invasori. La sua lunga storia è testimoniata dalle incisioni rupestri che si possono osservare lungo la Karakorum Highway. Le incisioni, in pessimo stato di conservazione, raffigurano soprattutto animali, uomini, scene di caccia, Buddha, stupa. Pensione completa e pernottamento in hotel. 

19° giorno: Chilas - Islamabad
Dopo la prima colazione partenza per Islamabad.
Ci attende un lungo percorso alla fine del quale ci lasceremo definitivamente alle spalle la Valle dell’Indo.
Percorriamo la vecchia strada dell’Indo attraverso il Babusar Pass, a quota 4.175 metri verso la Valle di Kaghan.
Con un po’ di fortuna possiamo incontrare gli accampamenti dei nomadi che si spostano con i loro animali negli alti pascoli dell’Hazara. Costeggiando il Lago Lulusar raggiungiamo il villaggio di Naran (2.400 m), il centro più attivo della valle.
Continuiamo ad avanzare verso sud in direzione della conca di Abbottabad, attraverso un bel paesaggio montano di foreste di pini, interrotte da laghi azzurri.
Percorrendo la strada tra i boschi, s’intravvedono in alto le vette innevate del Koh-i-Makra (3.900 m) e del Malika Parbat (.5290 m), il monte più alto della Valle di Kaghan. Il nome della città di Abbottabad (1.250 m), la più popolosa toccata dalla KKH, ricorda il capitano James Abbottabad, primo Deputy Commissioner dell'Hazara, dove era giunto come consigliere dei Sikh. Numerosi reggimenti e l’Accademia Militare Pakistana hanno i loro quartieri qui. Oltrepassata Abbottabad il paesaggio si fa collinoso, salutiamo la KKH e proseguiamo verso Islamabad (500 m). Pensione completa. Pernottamento in hotel. 

20° giorno: Islamabad - Italia
Sveglia in piena notte per il trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea Turkish Airlines di rientro in Italia via Istanbul.
Fine dei nostri servizi.

Consulta il listino con le date di partenza e rientro e contattaci per una proposta su misura!

Date e prezzi
Prezzo
15/06/26 / 04/07/26
Quota Base a persona in camera doppia
руб 668045.7
03/08/26 / 22/08/26
Quota Base a persona in camera doppia
руб 668045.7
31/08/26 / 19/09/26
Quota Base a persona in camera doppia
руб 668045.7
Incluso/Escluso

Prezzi: I prezzi indicati sono espressi in Euro e s’intendono per persona in camera/tenda doppia standard, se non diversamente specificato. 


La quota comprende:
- Voli di linea intercontinentali in classe economica da Milano o Roma
- Guide locali di lingua inglese
- Accompagnatore italiano a partire da un minimo di 10 partecipanti
- Trasporti con automezzi fuoristrada e minibus 
- Pernottamenti come indicati
- pensione completa per tutto il viaggio
- Ingressi ai siti di interesse
- Assicurazione medica di base obbligatoria


La quota non comprende:
- Tasse aeroportuali (circa 400 euro a persona)
- Visto d'ingresso in Pakistan obblihatorio (circa 90 euro a persona)
- Bevande, mance, gli extra personali
- Assicurazione annullamento pari al 4,5% del totale pratica
- Quota gestione pratica (90 euro a persona)
- Tutto quanto non specificato alla voce "la quota comprende"


Appunti di Viaggio

Informazioni utili:



Trasporti
Si utilizzano minibus tipo Mercedes Sprinter in Kyrghizstan e minibus Toyota Hiace o Toyota Coaster in Cina; fuoristrada tipo Toyota Prado con 3 passeggeri + autista per auto (una vettura potrebbe avere 4 passeggeri) per tutto l’itinerario in Pakistan (eccetto il transfer in aeroporto a Islamabad). 


Trasporti
Si utilizzano minibus e fuoristrada.


Organizzazione
Guide locali di lingua inglese, accompagnatore italiano a partire da 8 partecipanti


Pernottamenti
A Islamabad vengono utilizzati hotel 4/5 stelle, gli altri hotel previsti nel tour sono molto semplici (i migliori esistenti in loco) ma sempre in camere con bagno privato, eccetto per la notte in casa privata a Sary Tash, in dove si dorme in camere comuni con servizi in comune.
Le case private utilizzate sono molto accoglienti e permettono di assaporare fino in fondo l’atmosfera e la cultura degli abitanti di questa regione. Le stanze, alte e spaziose, sono dotate di materassi, poggiati direttamente a terra sui tappeti, e coperte. In ogni ambiente si dorme in 4/6 persone. La doccia (spesso costituita da secchi d’acqua) e i bagni sono in comune.
Pranzi prevalentemente a picnic o in ristoranti locali, cene nei ristoranti degli hotel o in ristoranti locali. Qualità dei pasti media.
Si consiglia di portare sacco lenzuolo, asciugamano, sapone e carta igienica. 


Clima
Molto variabile in funzione dell’altitudine: caldo secco a Osh e Kashgar, fresco con momenti freddi sulle montagne del Kyrghizstan, Cina e Pakistan, caldo umido nella pianura dell’Indo. 


Disposizioni sanitarie
Non è obbligatoria alcuna vaccinazione. Il rischio malaria è basso (presente nella pianura dell’Indo). Si consiglia di informarsi presso l’Ufficio d’Igiene.


Formalità burocratiche
Per entrambi i paesi (Pakistan e Cina) è richiesto il visto consolare. Devono essere inviati almeno 30 giorni prima della partenza, il passaporto in originale (con validità di almeno 6 mesi dalla data di partenza) con quattro pagine contigue libere e 3 fototessera a colori da accompagnare ai moduli compilati in tutte le loro parti e firmati dal titolare del passaporto.


Sicurezza
Negli ultimi anni in alcune aree del Pakistan si sono verificati numerosi attentati terroristici. Nonostante tutto abbiamo deciso di proporre questo itinerario perché la zona del Pakistan del Nord non è stata coinvolta dalla spirale di violenza ed è ritenuta attualmente sicura. Comunque è richiesta una certa flessibilità e una buona capacità di adattamento a eventuali cambiamenti di programma dovuti a ragioni di sicurezza.


Caratteristiche del viaggio e grado di difficoltà
Viaggio molto interessante dal punto di vista etnografico dato che l’isolamento della vita nelle valli ha permesso il mantenimento di tradizioni e costumi non toccati dalla “globalizzazione”. Itinerario fisicamente un po’ impegnativo per alcune lunghe tappe di trasferimento in fuoristrada e della notte in casa privata in camere comuni e con servizi (latrina) in comune. 



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